SIERRA LEONE: PROGETTO FREETOWN PDF Stampa

La Sierra Leone è uno dei paesi più poveri dell'Africa. Il paese, che ha raggiunto l'indipendenza nel 1961, è stato teatro di ribellioni e guerre civili per altri 35 anni, fino all'elezione di un governo democratico. Quest'ultimo, più volte minacciato da nuovi colpi di stato, è tuttora bersaglio dei ribelli, che mantengono alto il pericolo nel paese. Attualmente (gennaio '99), la città di Freetown è assediata dai rivoltosi che cercano nuovamente di impadronirsi del governo.La situazione è disperata; dai telegiornali e dalle telefonate che ogni tanto giungono dalla capitale, riusciamo a percepire lo stato di terrore che stanno vivendo molte migliaia di persone ammassate nel centro cittadino.Il nostro amico, dottor Paolo Conteh, che si trova anch'esso, insieme alla sua famiglia, a dover scappare dalla propria casa per mettersi in salvo, è il responsabile di questo progetto.Ora la situazione è disperata, ma credo che sia nostro compito il guardare avanti per progettare e programmare il futuro nella pace, che speriamo arrivi in fretta. Paolo è un medico che nel 1996 ha deciso di venire in Italia con lo scopo di apprendere la tecnica della dialisi sconosciuta nel suo paese. Ospitato per quasi un anno dal gruppo locale "La Tenda" di Foligno, Paolo ha potuto frequentare dei corsi e tirocini presso l'ospedale e l'università di Foligno.Il suo sogno è quello di trasferire la sua esperienza italiana in Sierra Leone per costruire un centro dialisi a Freetown. Molti anziani e bambini continuano a morire a causa di gravi malattie dovute ad insufficienza renale proprio perché non esiste nessun ospedale in grado di curarli.
Ora i disordini civili hanno interrotto i nostri collegamenti, ma speriamo che si risolva tutto al più presto.

 
SIERRA LEONE: PROGETTO FREETOWN PDF Stampa

Il 7 Luglio ’99 a Lomè (Togo) è stato sancito un accordo di pace tra il Governo e i ribelli per fermare la guerra civile in Sierra Leone. Dopo i tragici momenti di gennaio-febbraio, si può finalmente intravedere un filo di speranza.
La Sierra Leone, da scrigno di preziose ricchezze naturali quali la pesca, ma soprattutto diamanti, si ritrova saccheggiato di ogni cosa: villaggi distrutti, infrastrutture danneggiate, intere famiglie scomparse. Ma ancor più dei danni materiali, il dramma maggiore è quello psicologico di un popolo diviso, ferito e irrimediabilmente sconvolto da una guerra di una violenza assurda ed inaudita.
Le parole dirette di Marta Bernassola e di Anthony K.Soyei, una coppia di medici trentatreenni partiti da Ferrara per svolgere a Freetown la propria attività come specialisti rispettivamente di malattie tropicali e di pediatria infantile, hanno portato ai nostri occhi scene atroci:
il dramma dei bambini-soldato (bambini rapiti dai ribelli, drogati e addestrati ad uccidere), delle ragazzine violentate, di uomini e donne mutilati.
In questo folle contesto Marta ed Anthony hanno costruito un ospedale, l’“Holy Mary Children’s clinic”, che quotidianamente è unico punto di riferimento sanitario per la popolazione di Freetown e dintorni.
Durante i primi mesi del 1999, quando i ribelli hanno saccheggiato e bruciato ogni abitazione, anche la Clinica “Holy Mary” si è ritrovata con porte e finestre divelte, fori di pallottole, il tetto danneggiato e il magazzino svuotato. Fortunatamente non è stata bruciata, così, in poco tempo, ha potuto riprendere l’attività a pieno ritmo.

 
INDIA: PROGETTO BANDRA PDF Stampa
Lo Stato del Maharashtra, che ha come capitale Bombay, è uno dei più grandi e popolosi dell’India. Il suo livello socio economico è tra i più alti del paese. Tutta la popolazione dello stato e di parte di quelli confinanti (Gujarat, Madhyapradesh, e la parte nord del Karnataka), si concentra sulla capitale che presenta quindi un bacino di utenza di circa 100 milioni di persone. Bandra, con circa 3 milioni di abitanti, è uno dei quartieri più popolosi di Bombay.
Anche l’attività economica e sociale di questo ampio territorio si concentra su Bombay facendo di questa città una delle principali dell’India e un polo sanitario ed economico di prim’ordine, tale da essere considerato punto di riferimento per il resto del paese e, di conseguenza, particolarmente adatto per la realizzazione di progetti di avanguardia. Questo concentrarsi di popolazione pone problemi logistici ed assistenziali notevoli: la città, che dieci anni fa contava circa 9 milioni di abitanti, raggiunge oggi i 20 milioni. La continua e incontrollata urbanizzazione ha portato al formarsi di vastissimi slums dove masse di persone miserrime e affamate, richiamate in città dalla possibilità di ricevere un salario anche minimo, vivono in condizione di estrema indigenza in tuguri di legno fradicio e in capanne di giunco. L’immigrazione così imponente crea, oltre a gravissimi problemi di ordine abitativo e sociale, anche una situazione sociosanitaria precaria ed esplosiva a cui le autorità e le istituzioni statali, per la loro stessa ammissione, non possono far fronte.

 
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