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E' stata una bellissima opportunità toccare con mano ciò che fino ad oggi avevo solo studiato sui libri universitari. Oltre ad essere interessata all'esperienza come valore umano, infatti, avevo un interesse diretto per i miei studi. Il tempo è poco e scorre velocenmente, ma anche in poche settimane si riesce a cogliere la ricchezza di valori e semplicità del paese.
Ho avuto la possibilità di conoscere tre progetti e di partecipare attivamente a due di questi.
Il primo è stato il lavoro delle donne nella Sierra Santa Rosa. Mi hanno accolta come una di loro e ho lavorato nella produzione di marmellata di fragole cercando di vedere ed impegnarmi in ogni fase del processo produttivo: dalla cottura all'etichettatura. La loro forza ed il loro coraggio è ora premiato da una grande produzione e da un negozio invidiabile. Ho un bellissimo ricordo dentro di me di aver conosciuto gente che con l'aiuto di associazioni locali è riuscita in un modo o nell'altro ad emergere. Ovviamente questa è una piccola realtà, ma il mondo ne è pieno e ciascuna è come una goccia nell'oceano, ma tante gocce fanno l'oceano! Credo vivamente nell'importanza di queste iniziative: si deve partire dal piccolo e dal basso per arrivare a creare sviluppo sostenibile.
Il secondo progetto che ho conosciuto ed a cui ho preso parte attivamente è stata la visita a comunità isolate alla periferia della città di Guanajuato. Persone che vivono in case diroccate, soprattutto donne, anziani e bambini, perché gli uomini lavorano al nord o in altri paesi, generalmente negli USA. Il progetto prevede di dotare ogni famiglia di una serra per poter produrre prodotti ortofrutticoli, sia per autoconsumo che per la vendita. Il nostro compito era quello di fornire il materiale necessario e insegnare come creare terra f ertile, coltivare ed irrigare correttamente le sementi e costruire la serra. Dunque è stato loro insegnato ogni passaggio e costruita una serra per comunità, con la loro partecipazione, allo scopo di mostrare un prototipo, confidando in un aiuto reciproco nella costruzione delle rimanenti.
Il lavoro era a giorni alterni tra questo progetto ed il precedente, ma in questo ho avuto l'impatto più forte e vivo con la popolazione. Gente umile, con non troppa coesione al proprio interno che si affacciava a qualcosa di nuovo. I lavori manuali mi sono sempre piaciuti e non ho avuto problemi ad impegnarmi in questo. Ogni volta era un bel traguardo veder sorgere questi piccoli casottini fatti comunque da persone inesperte e con materiale povero.
Il terzo progetto che ho conosciuto riguardava la produzione di miele con tecnica cubana, col quale venivano anche realizzati prodotti per il corpo, una produzione che, come quella della marmellata, si distingue per innovatività, ma anche tradizione.
Il limite della lingua non mi ha permesso di spostarmi liberamente senza impegnare la famiglia che mi ospistava, ed in più ero sola, ma sono tornata pienamente soddisfatta. In tre settimane ho conosciuto diverse realtà e avuto anche il tempo di affezionarmi a persone ed abituarmi ai ritmi quotidiani. Infine, ma non per meno importanza, posso dire di avere un'altra famiglia in Messico... Karla e la sua famiglia mi hanno davvero trattata come una figlia. Se conosco una piccolissima parte del Messico è grazie a loro.
Giulia, Sierra Santa Rosa de Guanajuato (Messico)
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