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Si sente spesso parlare di prodotti e di commercio equo e solidale ma di solito non ci si ferma mai a pensare a cosa significhi veramente.Un'intervista a Letizia de Martino, coordinatrice del progetto di IBO Italia a Mumbai.
Cos'è il Sui&Dhaga ? Sui e Dhaga in hindi significano rispettivamente ago e filo. Il Sui&Dhaga è un gruppo di donne sarte provenienti da due baraccopoli di Mumbai, nei quartieri di Bandra East e Bandra West. Ad oggi, dopo un percorso di 5 anni, questo gruppo produce borse e prodotti per la casa in stoffa che sono venduti sia in India nel mercato locale, sia in Italia con il supporto di AltraQualità, cooperativa di commercio equo e solidale con sede a Ferrara.
Come e' nato ? Questo gruppo nasce informalmente nel 2005 quando le prime volontari di IBO Italia in servizio civile vennero inviate a Bandra per supportare una ONG locale, il Navjeet. La nascita ufficiale del progetto avviene poi nel 2007 con l'idea di aiutare questo piccolo gruppo di donne a vedere un'alternativa a una condizione di vita ai margini della societa impostagli dal luogo di nascita. Il S&D da loro la possibilità di sfruttare il loro talento per generare un reddito e uscire dal circolo di sfruttamento dei middle men degli slum.
Come e' cambiato l'obiettivo oggi? Quali progressi sono stati fatti? Per le donne è sempre lo stesso ed è legato alla necessità di arrivare a fine mese con un buon salario da portare a casa. Dunque il loro obiettivo è quello di lavorare e migliorarsi nella qualità dei prodotti che realizzano per arrivare ad avere un buon guadagno. L'obiettivo generale del progetto Sui&Dhaga è di guidare questo gruppo verso la creazione di un'unita' produttiva indipendente, una sorta di marchio per borse e abbigliamemto di qualità, allargando numericamnte il gruppo e strutturandolo in maniera professionale.
Chi sono le donne protagoniste di questo progetto? Come sono cambiate e che benefici particolarmente evidenti hanno ricevuto da questa attivita'? Queste donne sono dei personaggi unici dotate di grande personalità. La caratterisica che li accomununa è che vivono in una situazione particolare, la baraccopoli, che non è cosi drammatica come si può pensare ma è assolutamente priva di opportunità. Nel momento in cui il Sui&Dhaga è entrato nelle loro vite non ha portato cambiaemti radicali, ma gli ha aperto gli occhi su prospettive che non pensavano di poter avere. Geeta, la leader, ne è l'esempio migliore. All'inizio, questa che è diventata la colonna portante del gruppo, non aveva il coraggio di esporsi, non parlava e non si esprimeva. Negli anni e' diventata non solo la coordinatrice che si arrabbia quando il lavoro non è fatto bene, ma è anche divenuta la designer del gruppo, capace di creare modelli di borse compeltamente da sola. E' proprio questo il motivo che ci ha spinto ad andare avanti negli anni, nonostante le difficoltà: in una situazione in cui loro pensano di essere svantaggiate, il gruppo ha permesso di far capire loro che la loro condizione non è fissa, ma può essere cambiata grazie al loro talento.
Che effetto ha avuto su di te lavorare con loro? Queste donne sono state la mia prima finestra sull'India in quello che poi è stato un rapporto davvero intenso. Io sono arrivata qui con il servizio civile per IBO Italia con la voglia e la grinta di venire e dare, dare, dare. Avere avuto la possibilita' di lavoraro a un progetto come questo, a stretto contatto con le donne con l'obiettivo di creare qualcosa insieme, mi ha fatto capire che probabilemnte era piu quello che ricevevo che quello che davo. Con alcune di loro ho avuto un rapporto quasi famigliare, ho avuto possibilita' di accedere alla baraccopoli in maniera diversa e spogliarmi di quelli stereotipi che inevitabilemnte ci portiamo dietro. Mi hanno insegnato a guardare l'India con semplicità, prendendo le cose per quello che sono. Ad esempio, le baraccopoli. C'e miseria, ma è diversa dall'India rurale dove non c'è nemmeno cibo.Qui invece hanno povertà di spazio, di igene, di aria. E' un'altra condizione di vita umana. Ma se questo e' l'aspetto negativo, la baraccopoli è vita, colore, energia. E' questo a cui io ho avuto accesso grazie alla mia vita con loro. Loro sono la mia famiglia in India.
Per concludere, cosa diresti al consumatore scoraggiato dalla crisi economica, che non crede nei reali effetti dell'Equo&solidale? Devo dire che lo capisco, capisco quanto e' difficile adesso spendere di piu. Possiamo fare tutti i moralismi che vogliamo, ma è difficile. Però posso dire che vedendo dall'interno come viene prodotto un oggetto equo e solidale, quali sono i benefici che porta, posso assicurare che è veramente un acquisto che fa la differenza nella vita delle persone. Certo sarà un processo lento riuscire ad arrivare ad avere un mercato solo di prodotti Equo&Solidali perchè probabilmente vorrà dire acquistare meno cose, ma con piu valore. Essere sicuri che ciò che acquistiamo sia prodotto in un ambiente senza sfruttamento, dove i lavoratori sono tutelati dovrebbere renderci orgogliosi di spendere qualche soldo in piu. E' un investimento non solo per voi, ma per l'universo mondo. Gli effetti sulle persone, sui produtturi, su chi sta alla base del commercio equo&solidale ci sono e si vedono! Venite in India a controllare...
Grazie mille Letizia (nella foto a fianco)! Grazie a voi
Intervista a cura di Elisa Iori e Orianne Mellini volontarie IBO in servizio civile a Mumbai |