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Boollywood anche in Romania email

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Una fitta nebbia mi dà il benvenuto al mio arrivo alla stazione di Focsani. Una stazione moderna, luccicante e, al quell'ora tarda, deserta. Non c'è nemmeno Sergio, volontario di IBO Italia a che si era gentilmente offerto di venirmi a prendere. Un messaggio sul cellulare mi avvisa che a causa del mal tempo arriverà con una decina di minuti di ritardo.

Aspetto. Una nebbia fitta mi bagna la faccia e percepisco l'umidità ad ogni respiro.Ecco ora la Romania mi pare molto simile a Ferrara, la mia città, la città della nebbia. Arriviamo a Panciu in una mezzora, percorrendo la strada a memoria, visto che è praticamente impossibile vedere qualcosa dal finestrino.

A casa ci sono i volontari dell'associazione Rom pentru Rom e di IBO Italia. Entrando percepisco l'accogliente calore della "soba", la tipica stufa rumena, che scoppietta felice, rompendo l'aria gelida dell'inverno rumeno. Che manna dal cielo!

Il giorno dopo inizia la visita il Centro Educativo "Pinochio", cuore del progetto sostenuto da IBO. L'idea è quella di fornire ai bambini e ai giovani di Panciu uno spazio per il doposcuola, la formazione, l'aggregazione ed il gioco. Non visitavo il progetto da circa un anno e vedo che molte cose sono cambiate e cresciute. Sono aumentati i bambini che lo frequentano, sono aumentate le attività proposte ed è aumentato anche il personale locale ed i volontari italiani.

E soprattutto si sono intensificati i contatti con le famiglie rom. Ogni giorno i volontari si recano presso le famiglie più isolate e in difficoltà e accompagnano i bambini all'asilo o a scuola. Un modo molto bello per tenere i contatti con la comunità, per conoscere e parlare con le famiglie.

Una sera vado anch'io insieme a loro, mentre riaccompagnano a casa i bambini. E' buio e bisogna fare attenzione a non inciampare nelle buche create dalla pioggia. Per arrivare alle case si scende per una collina, lungo una strada sterrata, senza illuminazione. I bambini sono festosi e mi prendono per mano, per la giacca, per le braccia, ovunque ci sia un lembo di stoffa libero, e mi tirano giù per la discesa facendo a gara a chi corre più veloce. Io avanzo tentennante mentre loro si lanciano come schegge. Mi sembra che i loro occhi riescano a vedere ben oltre la profondità del buio.

Entrare nelle case è un'esperienza emozionante. La famiglia è riunita nell'unica stanza I tappeti colorano e proteggono le pareti, la soba avvolge di calore e punge il naso di fuliggine. Una mamma allatta il neonato. L'immagine che ho davanti mi ricorda qualche vecchio film ambientato nelle campagne ferraresi dove i membri della famiglia facevano fronte al gelido inverno stringendosi davanti al camino. In Italia molti non ci crederebbero se gli raccontassi che lì, nelle case isolate dei rom, ho sentito il calore della famiglia e il senso di qualcosa che da noi credo si sia un pò perso. Passiamo di casa in casa, e la scena si ripete. In una troviamo tutta la famiglia in silenzio con gli occhi fissi sul televisore. Nella stanza ci sono almeno tre generazioni radunate intorno ad uno schermo. Stanno trasmettendo una soap opera indiana di Bollywood. E' in lingua originale hindi e una delle ragazze legge, per chi non sa leggere, i sottotitoli in rumeno che velocemente corrono sul video.

Passo alcuni giorni a Panciu. Il pomeriggio al Centro Pinochio è allegro. Arrivano dalla scuola i bambini per fare i compiti, ma soprattutto per trovare un ambiente accogliente. La nuova maestra, Monica, una ragazza giovane rumena, riesce a creare un'atmosfera di serenità. I bimbi siedono in tre tavolini arrivati dall'Italia con le donazioni. Colorano, litigano, ridono e cantano. I bimbi rom e i bimbi non rom. Tutti insieme dall'età di tre anni. E' da qui che inizia l'opera di lotta alla discriminazione del Centro: stando insieme, conoscendosi e cercando di superare i pregiudizi. Perché i n Romania i pregiudizi ci sono forse anche più che in Italia.

Il Centro svolge un'attività di alfabetizzazione per chi non sa leggere e scrivere, doposcuola, sostegno ed accompagnamento scolastico per permettere a tutti i bambini di Panciu di completare gli studi. Organizza inoltre momenti di festa, di sport e aggregazione per creare quella coesione sociale affinché nessuno sia escluso. C'è una bella luce negli occhi dei volontari e del personale che lavora qui. La luce di un sogno. Le difficoltà sono tante. C'è una società dura e con molti pregiudizi. Le barriere sociali sono alte. Ma ora forse, con la fatica quotidiana, lentamente, qualcosa sta cambiando.


di Federica Gruppioni, coordinatrice area progetti IBO Italia