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Giovani attori crescono ...sul palco e nella vita
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spettacoloSabato 2 maggio, presso l'Ambasciata Italiana di Bucarest, è andato in scena lo spettacolo "Eu cand vreau sa fluier, fluier!", protagonisti nove ragazzi del centro Pinochio di Panciu, sostenuto da IBO Italia e gestito dall'associazione Rom Pentru Rom. Un'eperienza emozionante e indimenticabile. Il racconto di Sergio, volontario i servizio civile.




Tudusciuc è agitatissimo, parla in continuazione, mentre Ionuţ e Sandu sono stranamente zitti. L'Ambasciatrice guarda Loredana con occhio da mamma e sorride teneramente. I ragazzi hanno parecchie ragioni per essere così carichi oggi, dato che si trovano, quasi tutti per la prima volta, a Bucarest, per giunta in Ambasciata Italiana e pronti a recitare uno spettacolo teatrale al cospetto di una sessantina di persone tra cui Mario Cospito, Ambasciatore Italiano in Romania.

La compagnia teatrale della Rom Pentru Rom propone uno spettacolo dal titolo "Eu cand vreau sa fluier, fluier!" preparato con la sapiente regia di Dan, animatore di Bucarest, teatrante e giocoliere volontario dell'associazione, col prezioso aiuto di Daniela, maestra volontaria della scuola di Panciu, di Ionelia, psicologa della medesima scuola, di Rita e Stefania, dolcissime animatrici italiane, e con il sostegno di Servizio Civile 09_Panciu-Romania. Il Maestro Vasile è irriconoscibile nella camicia bianca. Abituati come siamo a vederlo in salopette e scarpe da lavoro ci abbandoniamo a un misto di risate e ammirazione mentre si aggira per le stanze dell' Ambasciata e finge di suonare il pianoforte senza saper mettere insieme due note. Alessandro introduce le attività della Rom pentru Rom, la collaborazione con IBO Italia e lo spettacolo al pubblico presente.

Finalmlente in scena

I ragazzi vanno finalmente in scena. Prima la piece di teatro, che parla di esclusione sociale, violenza, disagio contrapposti a speranza, libertà di pensiero, creatività, sogno. Poi giocoleria a suon di diablo e monociclo. Infine una breakdance che scatena i presenti in un coinvolgente battimani ritmico che si impenna alla presenza di Cosmin, la "ţanţar" (zanzara), un metro e quaranta scarso per 40 chili bagnato, che con le sue evoluzioni funamboliche sulla testa fa sbellicare i presenti e al contempo terrorizza tutti noi che gli abbiamo vietato (invano) di mettere in pratica volteggi troppo pericolosi.

Il teatro rappresenta un buon veicolo per fare in modo che i ragazzi si esprimano e si integrino. I nove giovani attori sono un allegra brigata che sul palco ha messo da parte le gelosie adolescenziali e si è aiutata nei momenti di difficoltà, suggerendosi a vicenda le battute, incoraggiandosi prima e durante lo spettacolo. Il risultato è stato decisamente soddisfacente.

Il bis in oratorio

La piece è stata ripetuta il giorno seguente all' Oratorio gestito dalla Fondazione Murialdo a Popesti, appena fuori Bucarest. La splendida accoglienza di Marco è un esempio di come lo scambio di sinergie tra associazioni possa portare a esperienze decisamente interessanti. In questo il lavoro del CIAO - Comitato Italiano Associazioni e ONG in Romania - lascia intravedere i primi piccoli frutti, sottolineando come le collaborazioni tra associazioni possano essere una risorsa per creare opportunità reali e percorsi di crescita, sia per i ragazzi che per gli adulti che lavorano o fanno i volontari nelle diverse realtà.

Vedere Adiţa e George aiutare i giovani ragazzi dell' Oratorio ad andare sui trampoli o a far girare il diablo è una piacevole sorpresa, almeno per il sottoscritto, ed è l'ulteriore conferma che i pregiudizi sono spesso prese di posizione superficiali e decontestualizzate. Ero seriamente preoccupato prima del viaggio per Bucarest, sia sull' esito dello spettacolo sia sul comportamento della truppa in giro per una realtà così grande e differente. Ora invece devo ricredermi, perché in questi due giorni si sono comportati con una maturità del tutto inaspettata, con la voglia di divertirsi tipica degli adolescenti ma senza esagerare, con la timidezza unita alla curiosità di chi affronta qualcosa di nuovo per la prima volta.

Un applauso meritato

Per una volta, forse, siamo noi "grandi" del centro "Pinochio" ad avere imparato qualcosa e a portare a casa una lezione importante: mai cedere in anticipo ai pregiudizi senza dare una possibilità a chi abbiamo davanti. E per questo, per questa volta, siamo noi a dover dire grazie a Sandu, George, Adiţa, Cristi, Loredana, Ionuţ, Tudusciuc, Manu e ovviamente al grande, piccolo, "ţanţar" Cosmin. L'applauso al termine dello spettacolo, così carico di emozione e col groppo in gola, se lo sono meritato davvero tutto.