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India: ciò che ora chiamo casa correo
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servizio-civile-mundgodSono gli ultimi giorni sui progetti per i volontari in servizio civile partiti a Febbraio 2011. Momenti che mischiano la tristezza di partire da un luogo che ormai è divenato familiare e da persone con le quali si è condiviso un pezzo di strada, con la voglia di riabbracciare affetti e guardare al domani con la consapevolezza di aver vissuto un'esperienza piena di emozioni, come nel racconto di Sara, da Mundgod.

L'India riesce a colmarti ogni senso...

i tuoi Occhi sono pieni dei suoi stupendi paesaggi, campagne a perdita d'occhio, foreste, jungle, monti e colline, ma anche persone, sorrisi e sofferenze, assurdità. Le tue Orecchie sono inondate dai suoi suoni, clacson, galli che cantano, musiche a tutto volume ad ogni angolo di strada, urla....confusione. Il tuo Gusto risulta irrimediabilmente compromesso dalla quantità di spezie e peperoncino piccante che usano nei loro piatti...il tuo Olfatto ha ormai fatto proprio quell'odore tipico dell'India, un misto di plastica bruciata e incenso, curry ed escrementi di animali, gelsomino e smog...e per quanto riguarda il Tatto...bè a quello bisogna stare attenti perchè ogni cosa che si tocca potrebbe portare con se qualche malattia, ma sicuramente non dimenticherà mai tutte le mani dei bimbi entusiasti che stringi ogni giorno passando davanti alla scuola.

Sono ormai nove mesi che mi trovo qui, e ciò che all'inizio appariva come un mondo incomprensibile, e talvolta ostile, è ora ciò che sono felice di chiamare Casa. Le occhiate interrogative e un po' diffidenti si sono trasformate in splendidi sorrisi, la gente mi ferma lungo la strada per chiaccherare, le donne del mio villaggio mi tengono ore a parlare, e anche funzionari governativi e poliziotti ormai sono felici di vedermi e condividono volentieri qualche risata con me.

educazione-igieneNell'asilo in cui insegno i bambini ormai si sono affezionati, e ogni volta che possono vengono ad abbracciarmi Nelle settimane scorse abbiamo anche sfruttato una dottoressa spagnola di passaggio per farle visitare i bimbi e una volta scoperto che il loro vero problema sono le carie (sono un po' sottopeso e bassini per la loro età, ma qui la malnutrizione è di casa), ci siamo attrezzati per fargli un piccolo corso sul lavaggio dei denti. Un'associazione di Saragozza che lavora vicino a noi ci ha gentilmente regalato gli spazzolini da denti ricevuti a loro volta da uno sponsor, e ora i bimbi possono finalmente lavarsi i denti anche a scuola dopo pranzo! Ormai l'han presa come un gioco, passano almeno dieci minuti a spazzolarsi, venendo poi a mostrarti tutti orgogliosi il risultato dei loro sforzi! Speriamo che questo piccolo seme che abbiamo impiantato cresca!

La sera la dedico alle ragazze dell'ostello, e ultimamente siamo tutti in fermento per preparare l'Hostel Day. Io con le bimbe delle elementari sto preparando danze europee: è stupendo vedere come erano esterrefatte quando gli ho mostrato la tarantella...così diversa da tutti i loro balletti...ma come ora ne siano entusiaste e non vogliano perdersi nemmeno un passo!

Ma, come ormai ho imparato esser normale qui, accanto a tutte queste soddisfazioni e momenti di gioia...il tormento, il dolore. Eh si...India: Tormento ed Estasi.

E' il tormento di vedere tante ingiustizie dovute a tradizioni che non possiamo accettare, perchè quando una delle ragazze di 18 anni viene da te confessandoti che tra due mesi si deve sposare con un suo zio, ormai vedovo con due figli piccolissimi, secondo il più perfetto stile indiano, dicendoti che per questo piange tutte le notti...non lo stai leggendo in un libro, non lo stai vedendo alla tv, o sentendolo raccontare da qualcuno, lo stai vivendo. Ti trovi ad abbracciare una ragazzina spaventata che non chiede altro che un po' di libertà, e tutto quello che puoi provare non è altro che dolore e impotenza, perchè non puoi fare nulla per lei, se non stringerla forte e dirle che andrà tutto bene, trovandoti, come lei d'altronde, con gli occhi pieni di lacrime, pur cosciente che non puoi piangere, perchè tutto quello che puoi fare per lei in questo momento è essere forte per tutte e due.

Ma è anche estasi e amore, quando nascondi questa ragazzina nella tua stanza prestandole il tuo cellulare per chiamare per la prima volta il suo futuro marito (prima del fidanzamento non si possono parlare), e sentirla ridere e parlare per quasi due ore con un ragazzo altrettanto spaventato, aspettando che entrambi finissero il credito, perchè troppo curiosi di conoscersi, di cogliere quella piccola informazione in più, su quella persona con cui dovranno passare il resto della propria vita, di cominciare a creare quella complicità dovuta a una telefonata fatta di nascosto, che permette di rendere l'altro reale, non più un'idea offuscata, ma una persona in carne e ossa con la propria vita, le proprie passioni e le proprie paure. Raccontarsi in due ore, scambiarsi domande, battute,e storie, per ckarnataka-01apire che anche l'altro sta provando esattamente quello che provi tu, e andare a dormire finalmente più sereni, forse questa volta senza che le lacrime bagnino il tuo cuscino.

Tormento ancora una volta, quando vedi cadere in depressione le ragazzine orfane, e ancora una volta impotente cerchi di farle capire che non sono sole, che ci sono tante persone intorno a loro che le amano. Ma Estasi e Amore quando una di loro, nella tua stanza, nota la cartina del Karnataka, e spontaneamente comincia a raccontarti la storia della sua famiglia, di tutti gli spostamenti che sua madre ha dovuto compiere di villaggio in villaggio per sfuggire a un marito alcolizzato e violento, e come infine cedendo al desiderio di lui di tornare a casa, e a tutte le sue promesse di esser diventato una persona migliore, si suicida di fronte alle sue figlie dopo solo un mese, perchè in realtà non era cambiato nulla. Ma sorprendentemente finito il racconto non ci sono tracce di dolore sul suo viso, ma uno splendido sorriso e un'aria complice, come se condividendo con te ciò che la fa soffrire ti abbia affidato le chiavi del suo cuore, abbia creato un legame tra voi.

Questa è l'India, questa è la mia India, come la sto vivendo giorno dopo giorno, un miscuglio incessante di gioia e dolore, soddisfazioni e impotenza...qui non è possibile mantenere lo stesso stato d'animo per tutta la giornata, se sei triste ci sarà sempre pronto qualche sorriso o gesto gentile a tirarti su, e se sei felice puoi star certo che l'ennesima storia di dolore è in agguato.

Sara Donnarumma, volontaria di IBO Italia in Servizio Civile a Mundgod

 

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