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SIERRA LEONE: PROGETTO FREETOWN correo
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Il 7 Luglio ’99 a Lomè (Togo) è stato sancito un accordo di pace tra il Governo e i ribelli per fermare la guerra civile in Sierra Leone. Dopo i tragici momenti di gennaio-febbraio, si può finalmente intravedere un filo di speranza.
La Sierra Leone, da scrigno di preziose ricchezze naturali quali la pesca, ma soprattutto diamanti, si ritrova saccheggiato di ogni cosa: villaggi distrutti, infrastrutture danneggiate, intere famiglie scomparse. Ma ancor più dei danni materiali, il dramma maggiore è quello psicologico di un popolo diviso, ferito e irrimediabilmente sconvolto da una guerra di una violenza assurda ed inaudita.
Le parole dirette di Marta Bernassola e di Anthony K.Soyei, una coppia di medici trentatreenni partiti da Ferrara per svolgere a Freetown la propria attività come specialisti rispettivamente di malattie tropicali e di pediatria infantile, hanno portato ai nostri occhi scene atroci:
il dramma dei bambini-soldato (bambini rapiti dai ribelli, drogati e addestrati ad uccidere), delle ragazzine violentate, di uomini e donne mutilati.
In questo folle contesto Marta ed Anthony hanno costruito un ospedale, l’“Holy Mary Children’s clinic”, che quotidianamente è unico punto di riferimento sanitario per la popolazione di Freetown e dintorni.
Durante i primi mesi del 1999, quando i ribelli hanno saccheggiato e bruciato ogni abitazione, anche la Clinica “Holy Mary” si è ritrovata con porte e finestre divelte, fori di pallottole, il tetto danneggiato e il magazzino svuotato. Fortunatamente non è stata bruciata, così, in poco tempo, ha potuto riprendere l’attività a pieno ritmo.

Il progetto

Nell’estate del 1998 molti volontari si sono impegnati per inviare materiali all’ospedale di Marta e Antony. Recuperando tante cose scartate dai nostri ospedali, si sono potuti riempire due container di attrezzature che, grazie all’instancabile lavoro di pulizia e di riparazione di tanti amici, hanno permesso all’“Holy Mary Children’s clinic” di aprire nuovi reparti.
I più gravi problemi che l’ospedale “Holy Mary” affronta nei bambini sono la malnutrizione, la malaria severa, la malaria cerebrale complicata, le infezioni respiratorie e dell’apparato digerente. I bambini vengono seguiti sia dal punto di vista medico che nutrizionale e ciò è parte di un più vasto programma rivolto al recupero psico-sociale in quanto le molte migliaia di bambini che vengono assistiti, sono bimbi rapiti dai ribelli o bambine vittime di violenza sessuale.
Uno dei problemi principali è appunto il reperimento di farmaci e materiali medici, soprattutto considerando il fatto che ogni cosa deve essere importata via aerea, con costi enormi e notevoli difficoltà logistiche: non esistono ancora voli diretti per la Sierra Leone e tutto deve passare per la Guinea Conakry ed essere poi trasferito a Freetown via elicottero.
Marta ed Anthony, coadiuvati da uno staff altrettanto professionale, portano avanti il lavoro della Clinica con grande volontà. È per questo che le persone che si rivolgono all’“Holy Mary” per curarsi trovano oltre che competenza e serietà anche cortesia.

I numeri dell’opera

  • Inizio intervento: estate 1998
  • Volontari coinvolti: 30
  • Beneficiari: la popolazione di Freetown

Materiale spedito

  • letti ospedalieri
  • comodini
  • armadietti
  • materiale ospedaliero
  • medicinali