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L'intervista: il mio primo anno in Perù correo
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intervista1Manuela Di Spaldro, rappresentate paese Perù per IBO Italia e coordinatrice del progetto "Una scuola sulle Ande" è tornata in Italia per alcune settimane. In questa intervista ci parla dei risultati concreti del progetto, del suo primo anno divisa fra Lima e la Sierra e degli aspetti della società e della vita peruviana che più l'hanno colpita.

Sei partita a settembre 2009, dopo questo primo anno in Perù cosa ci racconti del progetto di IBO Italia "Una Scuola sulle Ande"?

Il progetto finora ha visto la ristrutturazione di 16 edifici scolastici sulla cordigliera andina nel Dipartimento di Ancash. Ogni scuola è stata dotata di una mensa per i bambini, di arredi scolastici (banchi, sedie, scaffali, armadi), libri di testo e di narrativa. La cosa più impegnativa, al di là dei lavori di ristrutturazione, è stata la scelta dei libri di testo. Può sembrare una banalità, ma si è faticato molto per trovare dei testi che stimolassero nuovi metodi di insegnamento per i professori e allo stesso tempo si adattassero alle tradizioni della comunità andina della sierra peruviana. Molto spesso i testi che si trovano in commercio rappresentano figure e tipologie di vita europee, le quali ovviamente cozzano con la vita di campo (ndr: vita legata alla terra) vissuta ogni giorno dai bambini. Bisogna anche aggiungere che molti i maestri non sono del luogo, ma vengono dalla città, e nella maggior parte dei casi non parlano quechua (ndr. Lingua nativa indigena). Per venire incontro a queste problematiche, il progetto in primo luogo predilige maestri provenienti dalle stesse comunità in cui lavorano, di modo da tenere saldi i legami con il villaggio e la popolazione e prevenire il problema dell'assenteismo lavorativo. In secondo luogo, si prevedono corsi di aggiornamento annuali per migliorare il metodo di insegnamento dei maestri.

intervista2Quali sono gli aspetti positivi che hai visto concretamente realizzati grazie al progetto?

Gli aspetti concreti sono vari. Sicuramente la ristrutturazione degli edifici. Gli alunni hanno degli spazi adeguati e soprattutto sani, dove poter fare scuola e attività didattiche, ed una mensa, garanzia ancora oggi per la frequenza scolastica dei bambini. Infine, grazie alla campagna annuale di sensibilizzazione igienico-snaitaria prevista dal progetto in collaborazione con l'Ospedale di Chacas e portata avanti insieme alle scuole e ai genitori degli alunni, si notano miglioramenti nella pulizia non solo della persona, ma anche degli spazi.

Come ti dividi fra Lima e le zone andine?
Mi divido tra lavoro prettamente "d'ufficio" e lavoro di monitoraggio e visita nelle scuole. Le distanze sono molto più ampie di quello a cui siamo normalmente abituati, talmente ampie che si misurano in tempo e non in km! In genere un viaggio breve dura dalle 4 alle 8 ore, ed i villaggi sono distanti anche 12 ore, imprevisti inclusi (strade fangose o interrotte, autobus che si rompono)! Quindi, essendo quasi impossibile programmare l'itinerario di visita alle scuole ed ai villaggi..decido solo la data di partenza per la sierra!

Quali aspetti della società e della vita in Perù ti hanno colpito di più durante questo anno?
Riflettendoci, essenzialmente due. Il primo, la convivenza in spazi ristretti di ricchezza e povertà a Lima. A volte mi sembra ancora strano parlare di poveri e ricchi così come si intendevano secoli fa, ma nella fumosa e grigia Lima, queste definizioni sembrano calzare a pennello quando un uomo spinge nell'indifferenza il suo carrettino arrugginito di ferri vecchi e mercanzie varie accanto ad un altro in giacca e cravatta che naviga con il suo iphone. La cosa piu sconcertante è la naturalezza con cui mi imbatto in queste scene che in europa non siamo piu abituati a vedere cosi frequentemente perchè si cerca di nasconderle e camuffarle. Li sono davanti i tuoi occhi tutti i giorni ad ogni ora, ed alla luce del sole. Il secondo aspetto è la velocità con cui il progresso si inserisce nella vita di tutti, soprattutto dei più indigenti. Non è insolito trovare una parabola fissata su un tetto di lamiera od un cellulare in mano a ragazzi che portano a pascolo il bestiame a 3.000 mt.

intervista3Sappiamo che IBO Italia ha presentato un prolungamento dell'intervento in Perù ed un nuovo progetto invece in Ecuador. Cosa ci dici rispetto a queste due novità?
Per quanto riguarda l'Ecuador è stato presentato un nuovo progetto alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. In collaborazione con l'Associazione Operazione Mato Grosso Ecuatoriana, la proposta prevede una serie di percorsi di sviluppo socio-economico per 120 giovani della comunità andina ecuadoriana in ambito lavorativo e abitativo. Per quanto riguarda il lavoro, si prevede il sostegno alla rete di cooperative di intaglio di mobili in legno "Centro Artistico Don Bosco" in 4 province della Sierra Ecuatoriana attraverso corsi di perfezionamento tecnico. Per quanto riguarda l'ambito abitativo, si prevede la creazione di un fondo di prestito per agevolare adeguamenti strutturali e/o costruzioni ex-novo delle abitazioni dei giovani interessati dal progetto.
Passando al Perù, non abbiamo presentato un nuovo progetto, ma si tratta solo di un'idea progettuale ancora in fase di studio. In collaborazione con la Diocesi di Huari, l'Università di Ferrara (UNIFE) e l'Università Los Angeles de Chimbote (ULADECH), stiamo pensando un intervento nel settore dell'istruzione secondaria superiore nella zona di Chacas (Dipartimento di Ancash), nel cuore della Sierra Peruviana. L'obiettivo progettuale è duplice: migliorare il livello di istruzione universitaria attraverso corsi di aggiornamento e scambi formativi con UNIFE per i docenti e incentivare l'accesso agli studi dei giovani della comunità andina peruviana attraverso borse di studio. Si prevede a breve una missione di studio di fattibilità.
In entrambi gli interventi progettuali, Perù ed Ecuador, lo scopo è quello di creare opportunità di sviluppo in aree soggette ad emigrazione.

Gli amici della Sagra di S. Bianca hanno raccolto in questi anni varie migliaia di euro per la scuola di Wreconcocha, cosa puoi raccontarci dei lavori lì? Vuoi ringraziarli?
Ovviamente. Ringrazio di cuore tutti gli amici di Santa Bianca, a nome di IBO e a nome di Arrigo e Cecilia, i volontari dell'Operazione Mato Grosso che vivono nella missione di Wecroncocha, un paesino a 3.500 mt sulla cordigliera andina. Grazie al loro tempo e ai loro sforzi, la scuola di Wecroncocha, frequentata da circa 150 bambini ed inserita nel progetto "una scuola sulle ande" è stata ampliata e dotata di ulteriori tre aule. In questi mesi, con un po' in ritardo per colpa delle piogge torrenziali di primavera, si stanno terminando i lavori per la costruzione di una biblioteca/direzione, la sistemazione del patio interno ed il completamento del muro di recinzione. Un grandissimo contributo, soprattutto se considerato l'impegno e la passione di tutti i volontari coinvolti. Grazie ancora.

Cosa ti aspetta nei prossimi mesi in questa tua esperienza di cooperazione?
Moltissimo lavoro! Ma non mi spaventa, anzi! Sono contenta di poter fare un'esperienza arricchente come poche.