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Diario dai campi 2010: un mattone colorato in un palazzo di cemento email
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campo-di-lavoro-a-librinoSalve mi presento, sono Kiko Locci. Un giorno di luglio mo fratello mi ha scritto su skype: "Kiko prepara le valigie che c'è un campo a Catania per te!" Dopo due mesi, il 14 settembre, mi sono ritrovato al centro della Caritas Talita Kum, nel quartiere di Librino. Avevo letto qualcosa su internet. Un quartiere disagiato di Catania, dicevano.

Ma quando mi ci sono ritrovato dentro ho capito che quello che mi aspettavo non era niente in confronto alla realtà che mi sono ritrovato a vivere. Avevo davanti un quartiere con immensi palazzi e strade in ottimo stato. Ci potrei anche abitare, ho pensato. Ma ci è voluto poco per capire in che posto ero. Mi è bastato guardarmi intorno e non vedere un parco giochi, un supermercato, un'infrastruttura pubblica per capire che non era propio il massimo, anzi. In questo luogo dimenticato dallo stato esiste da 4 anni il centro Caritas Talita Kum grazie all'idea e al coraggio di Giuliana e di tutti i volontari che ci lavorano.

Sono sceso dall'aereo alle 17.00 e 45 minuti dopo ero ad animare i bambini del quartiere con 5 ragazze arrivate dal Belgio e ai volontari della Caritas. Il giorno dopo e nelle successive 7 mattine ho sperimentato l'idea dell'animazione itinerante. Il centro Talita Kum ha avuto la geniale idea di portare i giochi dai bambini. Sembrava di essere ad un vero e propio lunapark, ci mancava solo il bruco mela.

straludobusUn camper coloratissimo, lo Straludobus, e pieno di giochi (incastrati dentro grazie alla maestria di StraGuidoBus) tutti o quasi costruiti a mano. Flipper, biliardino (o calcetto, dipende dal dialetto), labirinto e tanti altri. Tanta musica e bellissime danze animate ed ideate dai volontari Caritas. Il pomeriggio invece l'animazione si svolgeva davanti al centro. Una ventina di bambini ogni giorno per due ore hanno giocato e ballato in mezzo ai palazzoni e al palazzo di cemento (il luogo simbolo del degrado di lLbrino). Alcuni dei bambini hanno imparato l'arte dei giocolieri. Qualcuno ha addirittura preferito un giro di flower stick a una partita di calcio con gli amici.

Queste due settimane sono state una delle più belle esperienze della mia vita. Mi hanno fatto toccare con mano una realtà che per me sembravano lontane e mi hanno fatto capire che tutto e è possibile se mi si mette impegno e coraggio. Il centroTalit Kum, i volontari che lo animano e chi ci gira intorno cercano in tutti i modi di dare una speranza ai ragazzi di Librino. Il doposcuola, i laboratori e l'animazione sono ottimi strumenti per colorare un palazzo di cemento.

Tutta questa esperienza l'ho condivisa con 5 splendide ragazze belghe arrivate grazie all'IBO. Anche se il loro italiano era stentato quasi quanto il mio inglese, si sono fatte volere bene dai bambini del quartiere e sono state grandi compagne di viaggio.

Ed ora passiamo ai ringraziamenti

Giuliana, Guido, Genny, Massilo, Sandra, Elien, Shana, Suzan, Chana, Agnese, Nella, Ale, Raffaele, Elisa, Alessandra, Vito, Emilio, Martina, Giovanni, Luciano, Miriam, Cettina, Manuela, Alfio e tutti i bambini di Librino, Sergio, Carmela, Maria, Agata, Suor Santina, L'Etoil e i suoi arancini, Catania, il suo traffico e i catanesi e tutti quelli che hanno condiviso con me queste due settimane.

Ciao e alla prossima esperienza

Kiko, un pisano da circo

 

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