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bambini

Bijapur, 2 Luglio 2010

Non ci sono dubbi: le attività preferite dai bambini del Nava Sannidhya sono quelle artistiche. Adorano così tanto disegnare, ritagliare, colorare ed incollare che ogni giorno al nostro arrivo ci tormentano con la stessa richiesta: "Something, something!". E se noi ci presentiamo con una borsetta del duty free capiscono subito che i loro desideri saranno esauditi, perché sono ormai due mesi che la usiamo per portare i materiali. Non si tratta di nulla di speciale, sono semplicemente pastelli, colla e fogli bianchi, eppure i bambini li accolgono sempre con un entusiasmo e una gratitudine sorprendenti. Il risultato è che un paio di pomeriggi a settimana al centro regna un silenzio insolito, dato che mentre preparano disegni, animali di cartapesta, maschere e altri piccoli lavori creativi, i bambini riescono a rimanere concentrati e tranquilli per ore. Tutt'altra è l'atmosfera quando cerchiamo di insegnare inglese, tanto che la nostra pazienza è messa a dura prova. Chiacchierano, litigano e si alzano continuamente e a ben poco servono i nostri richiami all'ordine. Ciò nonostante, sono riusciti ad imparare frasi e parole di cui hanno bisogno per comunicare con noi e ad abbattere così le barriere linguistiche dei primi giorni. Barriere che in realtà non abbiamo mai vissuto come un grande problema, in quanto fin dall'inizio i bambini ci hanno accolto con gioia e spontaneità nella loro "famiglia".

Noi, dal nostro canto, li abbiamo adorati immediatamente per la loro vivacità e i loro caratteri meravigliosamente eccentrici: Prathiba, ad esempio, ha cinque anni, ed è una donnina in formato mignon. Quando è felice il volto le si illumina del sorriso più bello del mondo, ed infatti per lo spettacolo di Natale - una danza in stile indiano - le hanno fatto fare l'angelo. Sa anche essere però un diavoletto: ruba penne e matite, tira sberle e dà pizzicotti finché gli altri non le restituiscono le botte facendola immancabilmente piangere (è la più piccolina). Akshata (6 anni) è invece una birba brillante. Adora danzare e cantare, ed ha un'espressività incredibile: quando si arrabbia il suo faccino esprime un'indignazione teatrale, quando ride avvolge tutto con la sua risata leggera e rinfrescante. Spesso nei giochi si accompagna a Suda, sua coetanea, una bambina dallo spirito indomito a cui piace disegnare persone coloratissime - una gamba blu, l'altra verde, un braccio giallo, l'altro rosso. Guai però a chiederle di seguire delle direttive artistiche, a meno di non essere pronti a lotte continue! E lo stesso si può dire di Savitha (8 anni), che ha bisogno di essere incoraggiata in ogni attività, ma è sempre pronta a ricevere coccole e ad offrirci con orgoglio e gentilezza il chai alle 5 del pomeriggio. L'ultima fanciulla del gruppo, Rijwana (18 anni), è arrivata solo da qualche giorno, quindi non la conosciamo molto bene. L'impressione però è che sia una signorina molto dolce e cooperativa, già accolta dagli altri come la sorella maggiore.

Per quanto riguarda gli ometti, Nagesh è il più grande - ha 14 anni - e il più birichino. Il primo giorno in cui siamo andate al centro, per esempio, abbiamo insegnato "Bandiera" ai bambini. Il gioco ha appassionato tutti immediatamente e... ha risvegliato con forza il desiderio di vittoria di Nagesh e la sua scarsa propensione a perdere. Spirito iper-competitivo a parte, tuttavia, Nagesh ha un'intelligenza vivace e un talento spiccato nell'apprendere le lingue, tanto che negli ultimi giorni gli abbiamo chiesto spesso di fare da traduttore per gli altri bambini. Mallikarjun (13 anni) ha invece difficoltà nell'apprendimento perché ha frequentato la scuola più saltuariamente, ma ha una grande passione per lo studio - in ogni momento libero corre a fare i compiti di kannada - e un carattere dolce e solare. Il suo grande compagno di bravate è Rudresh, 11 anni, l'animo sensibile e artistico del gruppo: ha un fortissimo senso dell'amicizia e svolge ogni lavoretto con una creatività ammirevole. A causa di gelosie varie e di caratteri molto emotivi, purtroppo litiga spesso con Suresh (12 anni, fratello di Savitha). Suresh è un gran personaggio e ci fa sempre ridere, a volte per le grida di gioia con cui accoglie i materiali, a volte per il broncio che è capace di tenere per giorni se qualcosa non gli piace.

La mascotte del centro, infine, è Abishek (9 anni), "il bambino del miracolo". Abi infatti per la sua età è piccolissimo (sembra che abbia 3 anni) e quando è arrivato al centro nell'agosto 2009 le suore pensavano che sarebbe morto. Dopo circa 7 mesi di cure ed amore, invece, Abi sta tirando fuori pian pianino tutta la sua infanzia: ci dà i pizzicotti e scappa, ci prende in giro e quando gli chiediamo di scrivere nasconde la sua matita sotto le gambe... E' diventato proprio un discoletto! Il merito per questa rinascita va indubbiamente al gruppo di suore dell'ordine di Cluny che segue i bambini con estrema dolcezza ed attenzione: Sister (sorella in inglese) Regina, Sister Reni, Sister Threcy e Sister Jeya (con l'importantissimo aiuto di Sridevi, l'insegnante) hanno una dedizione totale nei loro confronti e come delle vere mamme seguono i piccoli in ogni loro progresso e in ogni loro esigenza. Spesso ci raccontano delle difficoltà incontrate all'inizio, quando i bambini erano molto indisciplinati e poco abituati alle regole. Con pazienza e poco alla volta, sono riuscite tuttavia a organizzare la giornate con delle attività ed un ritmo che i bambini hanno imparato a seguire in modo autonomo e responsabile. Le mattine sono dedicate allo studio, che è per lo più individualizzato. I bambini infatti hanno età e livelli molto diversi e la maggior parte di loro ha frequentato la scuola in maniera molto scostante, sia a causa della malattia che delle difficili situazioni familiari e sociali da cui provengono. Al momento i più grandi si stanno preparando per poter sostenere gli esami presso le scuole governative. Proprio nelle ultime settimane hanno incontrato i presidi ed era evidente la felicità e l'orgoglio con cui ci comunicavano di essere stati a scuola e di dover affrontare gli esami. Le suore stanno inoltre cercando di ottenere l'iscrizione alla scuola pubblica per il prossimo anno scolastico, cosa non facile a causa della forte discriminazione e dei pregiudizi che pesano sulle persone con HIV.

Al pomeriggio i bambini sono coinvolti in attività artistiche di vario tipo; oltre ai nostri laboratori creativi, amano particolarmente la danza. Ci si impegnano soprattutto quando sanno che dovranno esibirsi per qualche celebrazione, come per esempio a Natale, nel Giorno della Repubblica o per la visita di qualche ospite al centro. Una di queste occasioni è stato un incontro che si è tenuto recentemente presso il Nava Sannidhya e a cui hanno partecipato Gruppi di bambini provenienti da diverse aree di Bijapur. Si tratta di vere e proprie organizzazioni, che si incontrano regolarmente per cantare, danzare e per discutere, condividere e affrontare insieme eventuali problemi. Spinti dal confronto con queste esperienze, anche i bambini del Nava Sannidhya hanno deciso di iniziare un proprio gruppo e con l'aiuto di due animatrici sociali hanno cominciato a condurre degli incontri settimanali.

Finite le attività della giornata, è il momento di occuparsi della casa.I bambini danno una mano in tutto: fanno il bucato e lo raccolgono, puliscono le stanze in cui studiano e dormono, aiutano le suore nel giardino e nell'orto. Conoscono ogni albero e ogni pianta che ci cresce e non perdono mai l'occasione per accompagnarci in una visita guidata e chiederci, "Akka, this, Italy?" (Akka significa qui sorella maggiore). Due volte al giorno, appena svegli e poi prima di cena, i bambini praticano yoga; è Nagesh a condurre la lezione e a guidare tutti gli altri nelle diverse posizioni ed esercizi respiratori. Prima di concludere, ognuno di loro canta un Mantra, una preghiera tipica della tradizione indù. Lo yoga sembra essere molto utile per aiutarli a mantenere il proprio corpo forte e in salute e i bambini dicono di sentirsi più sereni dopo aver finito la pratica quotidiana. Noi che li osserviamo, non riusciamo a non essere contagiate dalla tranquillità che si crea, così come ogni giorno siamo contagiate dalla forza di questi bambini, dalla loro energia e dalla gioia che riescono a trasmetterci.

Un caro saluto,

Nadia e Petra, volontarie di IBO Italia in servizio civile a Bijapur

Abi
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Ballo
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